FEATURED PODCAST
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Champagne, vol.1

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E’ un pò come un pranzo di famiglia a cui è impossibile mancare, quello della domenica, dove ci sono tutti ma proprio tutti e tu probabilmente sei l’unico che ancora non ha fatto la comparsa a tavola. Eh, perchè ieri sera hai fatto tardi, e niente di meglio che poltrire un pò sotto le pezze, fino a quando bene o male non puoi fare a meno di esimerti, un due tre pronto e arrivi d’improvviso, e quasi quasi inaspettato. Sollevato, contento, e al completo, tutto il parentado si alza e dice “Champagne!”.

Nessun modo migliore per introdurre un artista che il Rhino conosce e segue da un pò, e che da tempo si aspettava alla consolle per un’edizione del podcasting più unlimited del circondario, com’è giusto che sia. Nuovo mese nuova trasmissione nuovo stile stessa formula. Poche ciance e tutto succo. In questo caso possiamo dirlo. Nettare degli dei, per la precisione. Distilla dj Oskie T.

R: Ciao Oskie, benvenuto! Come di rito, presentati pure ai nostri amici, per chi non ti conoscesse.

O: Ciao a tutti e grazie dello spazio e tempo dedicatomi. Io sono Tazio, aka Dj Oskie, e faccio parte del gruppo noto come Banana Spliff. Vivo tra Roma ed Ancona, in un posto chiamato Foligno. Ho vissuto dal 2001 al 2007 ad Ancona, per la precisione, anche se la bazzicavo da molto prima. Ed eccomi a voi.

R: Com’è iniziata la tua storia sul giradischi, che sappiamo andare avanti da un pò ormai…e quali sono gli elementi oggi alla base del tuo sound?

O:Il mio approccio con i piatti è avvenuto a metà anni ’80, quando ancora c’erano i jukebox al bar e il vinile si comprava fresco e a buon mercato. Nella mia città c’erano un botto di pischelli che s’erano fatti i Technics 1200 ed era l’epoca del DMC, le gare di scratch, e tutti un pò provavamo a scratchare con i dischi mix della Def Jam soprattutto. Un giorno, un amico di quartiere, sara’ stato il 1986/87, mi invitò a casa sua a provare questi tricks (alla Zappala’, alla X-men per intenderci…stoppare i dischi col piede, cuttare con gomiti…cose così…) ed a visionare alcuni video. Il risultato fu che il giorno dopo non pensavo ad altro. Mi si era aperto un mondo, a 12-13 anni. Dovevo capire tutto, per forza, e da lì a poco mi attrezzai con un mixer improbabile a 4 canali ma con il fader e i switch, ed i storici Technics SLBD22. L’anno dopo riuscii a comprare i 1200 e per un po’ non sono più uscito di casa.
Ho approfondito molto l’arte e la tecninca dello scratch e del cutting, ovviamente mi sono immerso nel mondo del digging e più in generale del mixing. Dalla prima metà dello scorso decennio, dopo anni di sbirciate sopra la spalla di diversi amici beatmakers, ho cominciato anche a produrre dei beats.
I miei elementi sono il funk, il rap della Golden Age (1984-1990), il soul e l’electrofunk. Tutto strictly vinyl ovviamente, anche se non disprezzo le nuove tecnologie, tipo Serato ed affini.

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