The Unknown Edition
di Rhino
E rieccoci, per il nuovo viaggio di sound nella nostra macchina del groove. Lo sapete, nessun limite al genere o all’estro, nessuna restrizione sulla scaletta musicale, il deejay e la sua ricerca sono al centro della scena. Per questa edizione, occhio: il concetto di “ricerca” è tutto. Looking for the perfect beat. Anche se non sai cos’è, tutto gira come deve. Direttamente dal collettivo fiorentino noto come Skool Bwoy Hi-fi, vi presentiamo Duccio, con cui abbiamo fatto due chiacchiere e…leggete sotto!
R: Ciao Duccio, benvenuto! Inizio classico classico, 101 session: ti vuoi presentare ai nostri amici?
D: Ciao Rhino, ciao a tutti! Duccio, Firenze sud, classe 1981, DJ collezionista/feticista/nerd di musica in generale. Mi sono appassionato alla Black Music ed iniziato a collezionare vinile nei primi anni ’90. Nella seconda metà degli stessi, assieme a Tommy, eravamo i DJ di una crew locale. Io e Tommy siamo amici dai tempi dell’asilo, viviamo nella stessa zona ed abbiamo condiviso tutte le fisse musicali fin da adolescenti. Dal Rock al Punk ed al Metal, fino alla scoperta dei Public Enemy, dei Run DMC, dei Beastie Boys…poi chiaramente le prime robe di Hip Hop italiano, Sangue Misto, OTR, Next Diffusion, eccetera…Quando poi il resto della crew intraprese la sua strada, io e Tommy abbiamo continuato la nostra esperienza dando vita a Skoolbwoy Sound, suonando Dancehall nello stile giamaicano, in versione MC e selecta. L’amicizia con Just Cool, Zero-T ed il resto degli Stamina 5, storica crew fiorentina, è stata fondamentale per la nostra “formazione”, suonando tanto il Reggae quanto l’Hip Hop sia nelle dancehall che alle jam…e a quei tempi c’erano da vedersi le bottiglie in consolle proponendo quello stile…
R: Collezionando vinile, in che rapporti sei con la cosa nota come digging, o “scavar per dischi” che dir si voglia?
D:…in rapporti di dipendenza…quando vedo dischi, qualsiasi sia la situazione, un negozio, una bancarella o un cassonetto della spazzatura, ci devo buttare un occhio a tutti i costi…poi ho un difetto alle mani: sono dannatamente appiccicose! In più, aggiungi tutti i generi di musica che seguo, che ascolto e quindi finisco per comprare…Oltre a Funk, Soul, Reggae e Hip Hop di cui sopra, in modo massiccio, con antenati e derivati, annessi e connessi, oltre a sperimentazioni ed influenze varie, sto dietro un po’ a tutto il movimento elettronico underground inglese. Già nell’epoca post jungle ero rimasto affascinato all’ondata Uk Garage e 2 Step; con il Dubstep è stato quindi un amore a prima vista. Londra poi per me è una delle città in cui devo andare almeno una volta l’anno. Nell’ultimo paio di anni ho visto quindi crescere in modo esponenziale, come fruitore, sia Uk Funky che tutte quelle sfumature di Dubstep alle quali sono stati affibbiati dalla stampa i nomi più disparati (come Future Dubstep, Post Dubstep, Bass Music…), ma che in realtà non hanno un nome o una classificazione ben precisa, e che come tutta la musica elettronica variano per stile e gusto da un’etichetta di produzione ad un’altra. Diciamo che su questo versante le mie label di riferimento, delle quali acquisto ogni uscita, sono Swamp 81, Hessle Audio, Hyperdub e Tempa. Allo stesso tempo mi piacciono i classici House, Disco, Italo e Detroit Techno. Un’altra mia passione poi è quella del Rock, adoro la psichedelia, i breaks di batteria, le fuzz guitar e le atmosfere esoteriche, quindi sto a ruota dei Black Sabbath come di Anatolian Rock, di musica brasiliana in toto, di Prog e di Library Music. Tutto questo ultimo mondo è abbastanza complesso e sconfinato, quindi la ricerca è continua e l’apprendere è all’ordine del giorno. E’ chiaro che mi piace il Jazz…sto in fissa per Battisti, Tullio De Piscopo, Napoli Centrale…ma a questo punto facevo prima a scrivere cosa non mi piaceva…
…oddio, forse è meglio di no, quando parlo di quello che non mi piace finisco per far uscire l’anima “hater” che è in me, e rischio di diventare odioso…
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